statua

Empia scesa del tempo


 

Nell’empia scesa del tempo, nella notte,

senza lume e riverbero alcuno di scintille di luce lunare, vorrei assaporare una calda piena sete di te. Sorseggiarla lentamente, come goccia d’acqua fresca nella gola riarsa, per scolpire nella carne ogni possibile traccia mnemonica incatenata alla mia mente scucita in gocce di pensiero. Il poema era scritto ed io l’avevo letto, ancor prima che accadesse e dentro di me mi ero preparata già da allora al lutto del mio desiderio. Ora accolgo il dolore come danno inevitabile e lo attraverso come labirinto coperto di spine acuminate, ed ogni spina un respiro strozzato che chiude la gola in apnea, la vivifica in sete di ossigeno. L’energia si accumula ed esplode incontrollata come vortice di gorgo a mulinello nell’acqua del lavandino del mio amore, e porta via, come sciacquone al cesso, tutta la merda prodotta.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...