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Pensieri positivi


Pensieri positivi, lo so, sono quelli che ti fanno stare bene,

lo so, che la gioia attira la gioia…

ma non sempre si può essere come si vorrebbe e non è neanche giusto tenerle nascoste le proprie emozioni, i propri dolori, quella tristezza che ci trasciniamo dietro faticosamente pur avendo mille cose da fare per rimanere a galla nella vita, nel proprio lavoro.

E’ quando ti fermi, alla sera, dopo la giornata a rincorrere i modi per spuntarla questa cazzo di vita,                                           è quando allenti le briglie e ti concedi il riposo, alla sera, che spuntano fuori i rimpianti, le delusioni, il senso di vuoto e quella saudade che non riesci a descrivere, a darle voce.                                                                                                                          Ma tu lo sai che c’è e ti parla, ti sussurra di non mollare, che la strada è in salita ma che non ci potranno esser solo sassi a sbarrarti il passo, spunteranno anche fiori,

prima o poi,                                                                                                                                                                                                                                            magari di lato, ma ne percepirai il profumo ed a occhi chiusi, senza saperlo, li seguirai senza alcuna ragione apparente, solo guidata dal tuo istinto.

Ci devi solo credere.

Lasciati guidare dal profumo del mare, dal vento che ti accarezza la pelle, dai raggi del sole al tramonto, da una musica che ti rapisce……

5 thoughts on “Pensieri positivi

  1. Questo spirito mi piace molto. Non solo non è giusto nascondere le emozioni e il dolore, ma è anche deleterio. Meglio affondarci o urlarlo, a seconda dei casi, a seconda del dolore. E’ così che si risale.

  2. Si, Tilla, bisogna urlarlo il proprio dolore e sguazzarci dentro fino a nausearci e incazzarsi pure senza ritegno, tanto a trattenere si rischia solo di dilaniarsi. Mica siamo sante e poi a me le sante fanno venire l’orticaria e l’emicrania. Non mi piace la violenza ma se reprimi alla fine lo diventi, violento. Quindi per amare la non-violenza bisogna imparare ad incazzarsi e pretendere, pretendere di essere “guardati” in profondità e amati e magari non amati…ma cazzo rispettate la nostra intelligenza!

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