Matteo Marella

Magari.


Dolcemente come nessuno mai, ho provato a intingere nel mare le mie emozioni per vedere se il sale le prosciugasse, esponendole al sole, coi raggi feroci delle sue braccia, come abbracci forti e possenti di un amante ispirato.

Ho provato a centrifugarle nel vortice dei mie pensieri e a stenderle al vento per vedere se lo sbattere ripetuto della tela riarsa, ne sfilacciasse i lembi.

Nulla.

A nulla è valso questo mio tentativo di strappare alla carne i morsi della mia anima.

Anima incolta, sradicata, strattonata e annichilita.

Col tempo poi ho provato a tacerle e nasconderle, ma loro, indomite, hanno rialzato il capo con orgoglio e tenacia.

Alla fine, vinta, le ho liberate, lasciandole volare via  altrove e loro, potenti, mi hanno trascinato con sé nel firmamento pieno di stelle. E hanno corso, rincorso, abbracciato, morso, amato e odiato.

Ma laggiù, al limitare dell’orizzonte, tenue e sottile linea tracciata come pastello sfumato, mi sono fermata e ti ho atteso,                         non potevo attraversare il varco, senza neanche un saluto.

Magari anche solo accennato.

Magari.

2 thoughts on “Magari.

  1. ho una goccia di mare, ho un soffio di vento, ho un pastello di un colore caldo e tenue… e tengo negli occhi immagini di emozioni, raccolte dal tuo orizzonte. Bellissima. Un saluto.

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