sfiorare

Memoria sfiorata


Potrei dire che son niente in questo vento che spira fra le foglie del mandorlo e del ciliegio carico di frutti ruber e dolci ma nella filamentosa bruma di pensieri no, non posso dire che son niente perché non è così e mai sarà.
Posso restare desta e a veglia tutta notte ma quel dolente sottile mellifluo magone mi fa sentire che son qualcosa ed è un qualcosa fatto di sangue e spirito che s’interroga sul come e perché e per cosa. E queste dita che ostinatamente s’intrecciano a batter leggere sulla tastiera forse non sono altro che piccoli spirali di fumo chiusi dentro ad una bottiglia nel mare della mia immaginazione. Raccolgo in essi emozioni stinte e sfilacciate che non sono più capace di intrecciare ai merletti delle mie parole. Parole forse vacue o troppo sottili per marcare un foglio di carta con segni fatti di pressione che dai polpastrelli delle mie dita ricamano fili che lasciano invisibili tratti a chi forse saprà decifrarli dalla sola memoria di quel lieve sfiorare.

 

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